Primo Premio Tema Libero

Sarah Baldo

Garibaldi al contrabbasso - 2017

Secondo Premio Tema Libero

Marzio Minorello

Final jab - 2017

Terzo Premio Tema Libero

Luigi Riberi

Fast dog - 2016

Primo Premio Tema Natura

Pierluigi Rizzato

Lioness hunt -

Secondo Premio Tema Natura

Milo angelo Ramella

Allocco di lapponia - 2017

Terzo Premio Tema Natura

Franco Fratini

Where do i start from? - 2016

Primo Premio Tema Portfolio

Stephanie Gengotti

Amori nomadi, circus love - 2016

Il circo. non si può immaginare qualcosa di più anacronistico. giusto un retaggio di un millennio passato, tenuto in vita in micro cosmi fuori dalla realtà, dentro piccoli stati dell’europa, per diletto e nostalgia di epoche ormai sepolte tra le pagine rovinate di logori libri di storia. il circo così sorpassato, eppure così perfetto come simbolo di un mondo senza più frontiere, globalizzato, multietnico, una ruota che gira e cigola in modo perenne, senza sosta e senza riposo. il circo con le sue allegrie e le sue disperazioni, metafora della vita . le vite degli artisti, gli amori, le vittorie e i trionfi, le sconfitte e le umiliazioni. nomade è l’amore per sua intima natura, segue rotte diagonali oppure circolari; come i cicli delle stagioni che per secoli hanno scandito e regolato l’esistenza e il cammino degli uomini sulla terra. il circo, simbolo di libertà e schiavitù. la libertà di non obbedire a padroni, né a confini. la schiavitù di andare sempre avanti, con la pioggia quando magari è inverno e l’acqua invade il caravan o sotto il sole quando avvampa l’estate e sulle strade polverose non trovi un po’ d’ombra nemmeno a barattarla con il tuo ultimo respiro. lavori per te stesso e per la tua ‘famiglia’, i tuoi compagni di avventura. una grande famiglia ‘anomala’ e allargata: lisa, manu e il loro bambino ernesto, maria e suo figlio marius, e luca. perché il circo non è solo arte e creatività, ma anche pazienza, preparazione, allenamento fisico e lavoro manuale. studio, progettazione, sangue e sudore. ore per ideare un nuovo show, giorni lunghissimi di prove estenuanti. e magari qualche volta pochi spiccioli in tasca e poco cibo in dispensa e allora il tuo palcoscenico può essere il parcheggio di un supermarket. il suo più grande pregio coincide con il suo limite più grande. l’impossibilità di un approdo definitivo, un eterno scorrere alla ricerca di qualcosa che forse esiste. o forse no. sogni una casa e un pizzico di stabilità? invece, sei ancora nella tua roulotte e sotto il tendone, o all’aperto davanti ad un selezionato pubblico di 60 persone, perché questo spettacolo non è per tutti. e’ riservato a coloro che sanno e vogliono attraversare dimensioni fantastiche, sulle tracce di grandi ispiratori del passato, personaggi in carne e ossa o nati dalla fantasia, come buster keaton, betty boop e bozo il clown; perché anche nelle opere di shakespeare il giullare sembra il più strampalato, ma è l’unico che di fronte al re tutto vede e tutto può dire, perfino la verità. come la vita, riserva sempre nuove sorprese a chi sa guardare, a chi sa sorprendersi. il brunette bros circus, il “più grande e il secondo più piccolo del pianeta”, è la conferma che l’umanità del iii millennio, dove tutto è iper tecnologico e connesso, ha ancora e sempre bisogno di connessioni empatiche: parole, occhi che si guardano, persone che non solo comunicano, ma esprimono emozioni e pensieri, corpi che si sfiorano, si toccano, entrano in relazione. come ha scritto il romanziere italiano fabio stassi nel romanzo ‘l’ultimo ballo di charlot’: solo nel disordine chiamato amore, ogni acrobazia è possibile. noi tutti siamo funamboli in precario equilibrio su un filo sottile e quasi impercettibile. puoi farti un’istruzione per corrispondenza, come i bambini che crescono in questa compagnia delle arti, ma la vita la imparerai solo e sempre in viaggio, su strade di mille colori, consumando le tue scarpe all’inseguimento di sogni e meraviglie.

Secondo Premio Tema Portfolio

Michele Crameri

Il lavoro del sicario - 20115/16

San pedro sula e tegucigalpa rimangono le città più colpite dagli omicidi violenti in honduras, nei primi 10 mesi del anno si contano 4270 persone assassinate, una cifra allarmante. solo nella città si san pedro sula si contano 2950 morti assassinati, si mantiene per il quinto anno consecutivo (2015), la città più violenta al mondo con i suoi 171,20 omicidi ogni 100'000 abitanti, (la città conta 769'025 abitanti) circa 10 morti ammazzati al giorno. per avere un idea il tasso di omicidi a san pedro sula è 10 volte quello di bagdad in tempo di guerra. l'ufficio di sicurezza onduregno conferma che la maggior parte degli omicidi sono legati al crimine organizzato, tuttavia rimangono coinvolte molte persone innocenti e i loro assassini rimangono impuniti. il clima d’impunità genera ulteriore violenza in tutto il paese. josè antonio colleo, portavoce regionale della forza di sicurezza, rende noto che i tre fattori principali che creano violenza sono: il controllo del territorio per lo spaccio di droga, come il consumo e la vendita di armi illegali come fucili ak-47 e ar-15 e pistole calibro 9. seguono i dati del osservatorio di violenza dell'università nazionale autonoma del honduras (unah), che il 91.1% dei casi sono vittime di sesso maschile. per ogni morte violenta di una donna ci sono 10 omicidi di uomini. l'84% degli omicidi sono giovani dai 14 ai 35 anni, questo indica che i giovani maschi sono i più a rischio in honduras. con un clima di violenza simile una delle professioni più popalari e rispettate in honduras e non solo, ma di tutta l'america latina è quella del sicarios, killer a pagamento. un esecuzione varia dal rango sociale della vittima, si parte da 15 dollari fino ad oltre 10'000 dollari per avvocati e politici. in honduras, ma anche in salvador, guatemala e messico, vengono reclutati molti ragazzi giovani, dei quali, parecchi minori, sedotti dalla facilità di guadagnare ingenti somme di denaro in poco tempo, che a sua volta fa aumentare anche il rispetto.

Terzo Premio Tema Portfolio

Giuseppe Sabella

Leggende - 2010

Da bambino restavo affascinato dai racconti degli anziani che mi parlavano di vecchie leggende, di antichi regni, di un monte misterioso circondato dalla nebbia, transito di angeli caduti dal cielo che diventavano uomini. non ho mai dimenticato queste storie, sono andato a cercarle attraverso gli occhi del bambino che ero, i miei “fantasmi infantili” non sono mai andati via dal posto in cui vivo, ruotano dentro ad un cerchio senza fine. la mia terra è fatta di ombre chiuse e raggi di sole che squarciano il giorno, proprio come le persone che la abitano.

Premio sponsor Elettromar

Franco Agazzi

Blascover - 2014

Premio sponsor Banca Cras

Michele Alderighi

Saintmalo - 2016

Premio sponsor Maresi

Andrea Cesarini

Zeus - 2016

Premio sponsor MorisFarms

Aurelio Borella

Al galoppo - 2011

Premio sponsor Hotel Parrini

Massimo Della latta

Il surfista - 2016

Premio speciale Paesaggio

Stefano Armaroli

Giardini - 2013

Premio speciale Sport

Adriano Boscato

Pattinaggio 02 - 2017

Premio speciale Ritratto

Daniela Pasquetti

I graffi dell'anima - 2013

Premio speciale Giuria

Giuseppe Bernini

Galoppo 3 - 2016

Miglior Autore

Lorenzo Zoppolato

Cronache immaginarie di un domatore di cavalli - 2014-2015-2016

Queste immagini sono tratte da un progetto fotografico che narra le vicende visionarie di un domatore di cavalli. russia, polonia, italia e francia sono i luoghi di questo viaggio immaginario nel quale, come in una finzione di borges, evoco situazioni della quotidianità per raccontare le sue vicende. un racconto in cui la realtà si mescola con il sogno, dove le fotografie sono il mezzo per accedere a questo immaginario.

Miglior Autore Under 29

Sara Bertei

Frammenti - 2016

Come aprire il cassetto di un vecchio armadio, come trovare una scatola dimenticata in soffitta. tessere di un tempo tanto lontano da non appartenerci ma da cui discendiamo e che risveglia in noi emozioni legate alla memoria. “frammenti”, è la parola che apre questo lavoro fotografico. frammenti di tempo, di ricordi, di emozioni, di vita, della vita di persone care che attraverso le immagini tornano a farsi vivide nel nostro presente e con la stessa magia ci portano indietro. frammenti di un tempo distante, di vita vissuta, di giorni trascorsi di cui non restano che il ricordo e la nostalgia di una poltrona ormai vuota. vita che è volata via, ricordi che restano per sempre.

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