Ammessi tema Portfolio

 

Paolo Mangoni

Zona grigia

Nella zona in cui vivo, la nebbia fa parte della quotidianità durante i mesi più freddi. nella nebbia la realtà si trasforma e non sono più sicuro di conoscerla. nella nebbia può succedere qualsiasi cosa, sono perso e indifeso. nella nebbia sono solo ed è assordante il rumore dei pensieri. È stato spontaneo per me associare queste sensazioni a ciò che tutti noi abbiamo vissuto nell'ultimo anno a causa della pandemia: la fragilità, lo smarrimento, la solitudine, l'apatia. eppure sappiamo cosa nasconde la nebbia, così come sappiamo cosa nascondono le mascherine. l'abbiamo visto in passato, vogliamo rivederlo e donarlo alle nuove generazioni, nostra motivazione e nostra speranza. questo ci spinge a seguire l'istinto, a non arrenderci, a proseguire su quel sentiero pur non sapendo dove ci condurrà. nella nebbia non vediamo la meta, ma il prossimo passo.

Marco Zurla

Coca cola, nonostante tutto

Roberto Biggio

La civilta' del mattone

La civilta’ del mattone durante il lock down, ho fatto un lavoro in terrazzo con dei mattoni, mi sono tornati alla mente questi lavoratori e mi sono accorto della loro importanza. ho ripreso questi scatti, pensando alla loro storia ultra millenaria. si sono costruiti grandi muri per dividere i popoli e anche per difendersi, fino ai giorni nostri. per fortuna si sono costruiti anche ponti, forni per il pane e i muri sacri dei luoghi di culto e delle nostre case. il mattone fa anche parte del nostro lessico quotidiano con diversi significati. mia madre adoperava un mattone caldo fasciato nella stoffa di lana per riscaldare il letto prima di coricarsi, lo ha fatto per 92 anni, gli ricordava la sua povera infanzia contadina, ma ricca di sentimenti. ancora oggi in gran parte del mondo si sacrificano a migliaia con fatica immane e rischio della salute per produrre un bene prezioso. da quel febbraio 2018 in nepal, quando vedo o prendo in mano un mattone, lo guardo con rispetto.

Salvatore Montemagno

Vite sospese

Stiamo vivendo tempi molto cupi, densi di angoscia…. di paura.....che ci arrivano attraverso gli schermi tv con gli aggiornamenti in tempo reale sulla pandemia e attraverso i vetri delle finestre con il suono straziante delle sirene che si ripetono e si rincorrono tutto il giorno. la pandemia ha stravolto ne nostre vite.....le ha sospese.....e chiusi in casa attendiamo di ricominciare a viverle. durante l’ultimo periodo in cui la mia regione è stata in zona rossa ho chiesto ad alcuni conoscenti che abitano vicino casa mia, di affacciarsi alle loro finestre mentre io passavo davanti alle loro case durante la mia mezz’ora autorizzata di attività motoria, perché volevo fotografarli. e’ venuta fuori una serie di ritratti di un’umanità che guarda fuori, impaurita, tesa…….ma che sembra scrutare il cielo in cerca di segni di speranza.

Giulio Brega

Famadhiana

In madagascar si organizzano i famadihana (voltare le ossa) cerimonie tradizionali di esumazione e risepoltura dei cadaveri dei propri defunti. occasioni gioiose e allo stesso tempo toccanti che ogni famiglia celebra all’incirca ogni 7 anni. allietati da sgangherati musicisti uomini di mezza età e giovani donne ballano con movimenti convulsi sotto l’effetto di un micidiale rum mostrando le foto dei propri defunti. i corpi vengono portati fuori dal sepolcro avvolti in stuoie di paglia e sollevati in una gioiosa processione. le salme vengono riavvolte in nuovi lenzuoli e e meticolosamente catalogati. segue un momento di raccoglimento, i membri della famiglia siedono vicino alla testa del proprio caro in una forma di comunicazione silenziosa piangendo ma allo stesso tempo pervasi di felicità. l’aria è carica di emozioni. dopo questo i corpi dei defunti vengono nuovamente condotti a passo di danza alla tomba, si dà lettura di alcuni versi tradizionali e infine vengono riseppelliti.

Nazzareno Berton

Expo 2015

Valerio Pagni

la stanza degli abbracci

“la stanza degli abbracci” da piu’ di un anno nel nostro paese viviamo l’ incubo del covid 19 , con lockdown e restrinzioni che hanno limitato , e ancora oggi limitano gli spostamenti , gli incontri ,la nostra vita , specialmente con i nostri cari .appena sono venuto a conoscenza che alcune rsa hanno istallato le cosidette “ stanze degli abbracci " , ho sentito il bisogno di documentare quello che avviene la dentro. in questo lavoro possiamo vedere i fratelli galassini che si toccano con la mano attraverso il vetro dopo alcuni mesi di allontanamento e due signore ultra novantenni ,rosina e annarosa che ritrovano l' affetto dei nipoti dopo 5 mesi . non è stato facile rendersi invisibili ,trovare il coraggio di scattare in quelle situazioni , situazioni di vero amore , dove ho assistito a pianti , sorrisi ,carezze e soprattutto delle forti strette di mani. e'stato emozionante

Massimo Zanotti

L ombra di una luce

Ci siamo ritrovati anche noi al buio, costretti a riorganizzare tutto,cambiare programmi abitudini e vita, per noi genitori e come fossi nato due volte. la strada e ancora lunga ma un giorno le tue mani protese vedranno la luce.

Luciana Petti

Double skin

double skin - luciana petti chiedi a una drag queen cosa significhi essere una drag queen e la risposta sarà quasi sempre: “poter essere chiunque”. prima del novecento le drag erano una necessità per interpretare quei ruoli che, per la moralità del tempo, le donne non avrebbero potuto interpretare. oggi sono le maschere dei pregi e dei difetti degli esseri umani. sono lo specchio di una società che cambia e si trasforma con la stessa velocità di un cambio d’abito, giocando con gli stereotipi e con i pregiudizi fino a renderli ironicamente inoffensivi. le drag sono la dimostrazione che ognuno di noi può trovare la libertà di essere veramente chiunque e cambiare la propria pelle. e una libertà del genere si sa, fa paura.

Stefano Stefanoni

Still (il corpo in pausa)

Still - pausa; è la sensazione di vivere in pausa con l'anima (tempo sospeso dettato dall'attuale situazione di distanza sociale) e con il corpo, necessariamente in pausa fisiologica (menopausa) di una donna cinquantenne.

Filiberto Galli

The voice of 2000 jubilee

In the light of the great jubilee of 2000, the vatican decided to celebrate the solemnity of the millennial event promoting a grand and ambitious plan. the goal of it was to have fifty new churches built in rome by the end of 1999. unfortunately, the plan was only honoured with the erection of a sparse bunch of churches, due to lack of state and local funds. i have photographed these christian temples paying special attention to their architecture. my goal was to find evidence of how modern-style approaches have transformed, adapted and translated the ancient concept of "god's house" through time. in other words, i have been looking for elements which can help devotees fulfil their search for divinity in an era of diffuse, imperturbable secularism. a, church of god the merciful father b, santo volto church c, church of saint francis de sales d, church of st. pius of pietrelcina e, church of st. charles borromeo f, church of st. maurice the martyr

Marina Busoni

Gesti quotidiani di solitudine

La giornata è lunga e triste quando si è soli, è fatta di gesti ripetuti giorno dopo giorno. la mattina la sveglia alle 7, medicine e caffè. un velo di rossetto per uscire a comprare al mercato, un pasto semplice e poi ago e filo per un orlo da ricucire. una lettura al quotidiano, che essendo all'inizio del febbraio 2020 faceva l'ingresso anche in italia. una preghiera davanti ad una piccola candela in parrocchia; una foto sempre sul comodino di un amore durato 50 anni; poi due becchi per tenere a posto i capelli ed i ricordi tornano alla mente a sera coricandosi. la giornata è terminata, domani è un altro giorno.

Bruno Madeddu

Uzbek-istant

“uzbek-istant” 2021 polvere e sole si posano sulle mura secche di terra e paglia, scrigni di turchesi mosaici che colorano gli occhi e gli abiti delle donne. lunghe ombre sottili rubano la luce al loro passaggio e vola la mia anima, come colomba, dentro i vuoti di pietra che custodiscono voci antiche di una lingua che non conosco. mille anni in un istante, mille istanti in una immagine rubata al tempo che sostiene il velo della bianca sposa sorridente al suo giorno più bello. contrasti di volti plasmati da leggendari conquistatori, mi raccontano le gesta di tamerlano e il grande mercato si anima di mestieri e venditori. resta il segno dei miei passi sulla terra che vibra di steppa e sabbia, mi lascio cadere dentro quegli istanti di vita che lenti mi scorrono accanto e rinasco nei sogni di bambino.

Vincenzo Bianco

Quotidianita sospesa

All'inizio dell'emergenza sanitaria più importante della nostra epoca siamo stati 0bbligati ad innumerevoli limitazioni oltre a stare in casa. ci siamo ritrovati ad occupare uno spazio vuoto al quale non eravamo abituati e lo abbiamo dovuto riempire: riorganizzando il nostro tempo, riscoprire le nostre abitudini, ritrovare i nostri riti, riappropriarsi della nostra intimità. vivere un tempo sospeso deturpato dalla quotidiana notizia drammaticamente triste.

Andrea Taschin

Ombre sospese

Ombre sospese primavera 2020: non è stato facile rappresentare i giorni stranianti che abbiamo vissuto. ci siamo trovati separati dagli altri e, in parte, anche da noi stessi. ho usato la terrazza della mia casa come luogo di osservazione di questo stato: l’assenza. mi sono chiesto come rendere il senso di separazione dalle pochissime persone che vedevo passare in strada. così ho fatto ricorso alla postproduzione: ho trasformato i passanti in sole ombre (separando ed eliminando dal fotogramma i corpi reali) come se fossero mere funzioni sospese in un tempo senza tempo. la composizione in polittico, a cui arriviamo poco a poco, è il risultato finale e il senso generale del mio lavoro: come se convergessimo tutti verso un ipotetico centro, uno spazio vuoto che sembra un vortice ma che invece rappresenta l’indice di una speranza collettiva, lo stare di nuovo insieme. ombre riunite ai corpi e non più fantasmi.

Mirko Zanetti

Al finestrino

5 marzo 2017, stazione centrale di yangon, myanmar. ai finestrini di un treno in partenza, i volti e i destini di viaggiatori ancora inconsapevoli delle catastrofi che stanno nuovamente per abbattersi sul paese: la calamità pandemica e l'ennesimo recentissimo colpo di stato. nel martoriato stato asiatico, già nel 2008, il ciclone nargis ha causato oltre 200000 tra morti e dispersi, un milione di senzatetto e danni incalcolabili. dal 2009, per motivazioni di natura etnica, si sono verificati gravi incidenti che hanno prodotto decine di migliaia di profughi e una povertà molto diffusa.

Massimiliano Falsetto

Covid crisis

Rappresentazione di alcune attività penalizzate gravemente dalla recente pandemia.

Andrea Conti

Menu

Il cibo è arte. quante volte si sente dire questa frase? negli ultimi anni il cibo è considerato sempre più una forma d’arte, dalla continua ricerca di accostamento di sapori, ai modi più artistici di presentare l’impiattamento. ma se il cibo diventasse effettivamente arte? “menu” è una serie di fotografie dove viene proposta una cena degustazione di dieci portate basate sulla tradizione toscana, in cui ogni piatto si ispira ad un quadro, scelto tra le opere di alcuni degli artisti più importanti della storia. il progetto vuole, tramite l’accostamento ai quadri, ricondurre l’occhio dello spettatore all’arte, innalzando il lato artistico dei piatti ed estrapolandolo dal concetto assoluto di “semplice” cibo. 

Daniele Zampieri

Luce di servizio

Questo è un reportage fotografico all'interno di alcune aziende del settore del mobile nel pordenonese. con questa serie di immagini volevo cogliere le atmosfere che si vanno a creare dopo l'orario di lavoro proprio grazie alle luci di servizio poste sparse per l'intera area produttiva. oltre ai forti contrasti di luce ed ombra, volevo rappresentare anche la calma e la quiete in luoghi che durante il giorno sono un tripudio di rumori assordanti, che durante la notte si placano, e lasciano spazio solo a dei leggeri sfiati dovuti a delle perdite d'aria sull'impianto d'aria compressa, come se ora la fabbrica stesse riposando dopo una dura giornata di lavoro. proiettando, poi, il nostro pensiero al fatto che ora queste situazioni di quiete si presentano anche durante il giorno, causa il fallimento di molte aziende, che dal 2008 ha visto il distretto del mobile pordenonese dimezzarsi della metà, passando da 14.000 a poco più di 7.000 addetti.

Jean-claude Chincheré

Miserere

Ho realizzato questa storia nell’ospedale francese saint-louis di aleppo, in siria. il focus è sulle suore che ci lavorano da qualche decennio, in particolare quelle da me incontrate da circa 40/50 anni. vengono prevalentemente da libano, canada, francia e una dall’italia. proprio la suora italiana crea opere d’arte e oggetti decorativi con munizioni e pezzi di bombe cadute in questi anni di conflitto sull’ospedale e nei pressi di quest’ultimo. durante la guerra nessuna di loro ha abbandonato il proprio lavoro e come si può immaginare hanno assistito alle scene più atroci e terribili. un viaggio ideale che ci conduce in una tipica giornata di ordinaria follia di queste donne straordinarie. .

Rosanna Papalini

Base ale

Base ale tarquinia lido. dagli anni ’70 agli anni ’90 i dipendenti dell’aviazione dell’esercito potevano usufruire di uno stabilimento militare con campeggio e servizi balneari sul litorale di tarquinia. ora rimangono solo strutture fatiscenti abbandonate all’incuria del tempo e a deprecabili atti di vandalismo. era un luogo di vacanza in piena libertà. una grande famiglia. ho vissuto quegli anni e, come tutti gli altri che hanno passato lì vacanze indimenticabili, provo una grande tristezza nel vedere tanto abbandono e degrado. avventurandomi tra quelle rovine, ho risentito i suoni della vita che vi ferveva: juke box a tutto volume, il battere della pallina del ping-pong, il rumore di zoccoletti in corsa tra tende e roulottes. ho fotografato quelle rovine e, recuperando vecchie foto, ho realizzato un progetto per rendere omaggio al ricordo ed alla nostalgia di allora.

Filippo Venturi

Pandemia

L'italia, primo paese occidentale ad affrontare la pandemia di covid-19, ha dovuto implementare nuove soluzioni, per evitare che il sistema sanitario venisse messo in ginocchio. le usca (unità speciali di continuità assistenziale) sono squadre di medici addetti all’assistenza domiciliare dei malati di covid-19. hanno la responsabilità di valutare, in base ai sintomi e allo stato di salute dei malati, chi deve essere ricoverato, evitando così la saturazione dei pronto soccorsi e degli ospedali. i membri delle usca sono giovanissimi: a causa della carenza di personale, da marzo 2020 è stata semplificata l'assunzione di neolaureati in medicina, abolendo l’esame di stato per l’abilitazione alla professione medica. in emilia romagna, a fine 2020, le usca erano composte da 420 persone con una età media di 33 anni. le fotografie sono leggermente sfocate a causa della plastica trasparente con cui ho dovuto coprire la macchina fotografica per evitarne la contaminazione.

Enrico Patacca

Città metafisica

"città metafisica" è una sintesi, spogliata da minuzie descrittive, che pone tra luci e ombre la complessità del reale e la sua pluralità di accessi. l’immagine metafisica è concepita come “stratificazione del visibile” e, in quanto tale, contiene “una pluralità di livelli di lettura” ciò che si vede non corrisponde a un’unica realtà, ma può essere “sfogliato” nei suoi vari “strati di senso”. si va oltre l’apparenza, scoprendo o ipotizzando significati e suggestioni che trascendono la fisicità oggettiva, in quanto scaturiscono dalla particolare interazione fra individuo e contesto.

Mirco Fiorini

Forte urbano - l'ergastolo bianco

Forte urbano è un progetto fotografico iniziato a gennaio 2019 presso la casa circondariale di castelfranco emilia; forte urbano è l’antico nome della struttura. castelfranco costituisce una della quattro case lavoro a livello nazionale, trattasi di una struttura alla quale sono destinate, dopo aver scontato la pena di reclusione, persone considerate abitualmente, per professione o per tendenza portati alla delinquenza. ufficialmente non scontano una pena detentiva, perché hanno già pagato il loro conto con la giustizia.. l'internato è senza famiglia, senza un lavoro, senza legami affettivi esterni e ciò non consente di sciogliere positivamente la prognosi di pericolosità sociale; e poiché in molti casi si tratta di soggetti che non hanno nessuno che si curi di loro la vergogna rimane ben nascosta. il rischio è di scontare una lunghissima pena nonostante abbiano già fatto i conti con la giustizia, questa particolare condizione viene detta “ergastolo bianco”.

Marco giuseppe Pordon

Me

Il progetto “me” è il risultato di una ricerca interiore resa per immagini. la fotografia, da semplice hobby, è divenuta il mezzo per esprimere liberamente le mie emozioni e i miei stati d’animo, la fotocamera il tramite tra il mio intimo e il mondo esterno. e’ destabilizzante osservare gli scatti e associarli ad eventi remoti, ad alcune scelte fatte in passato e rendermi conto di come abbiano influito profondamente sul mio modo di essere oggi e di quanto possano condizionare il mio futuro e quello della mia famiglia. ho finalmente aperto la stanza segreta in cui avevo nascosto, fin da bambino, tutti gli eventi, le sensazioni e le relazioni personali che mi provocavano sofferenza e, con la mia macchina fotografica, li sto mettendo a fuoco.

Mauro Liggi

Vita panika

Vita panika il circo paniko è uno dei primi circhi contemporanei italiano: non ci sono animali da domare, scimmie ammaestrate, cavalli da far stare in piedi, leoni in gabbia. c’è l’essere umano, esposto, riconoscibile, vero. un circo teatro viaggiante, in cui attori, acrobati, musicisti creano un’atmosfera magica, romantica, decadente, in bianco e nero, felliniana. un filo invisibile separa la vita dalla scena, in cui l’autenticità dell’artista è la vera essenza della sua arte.

Sabrina Garofoli

La casalinga senza volto

Una figura importante, ma quasi anonima, che sia per lavoro o per scelta, quello delle 'desperate housewives' è un vero e proprio esercito che svolge un lavoro tanto faticoso, quanto sottovalutato, e per di più non remunerato. la giornata della casalinga sembra non finire mai: districandosi tra molteplici attività riesce a trasformarsi con apparente disinvoltura da educatrice a donna delle pulizie, da cuoca a problem solver. in quest'ultimo periodo che profondamente ha cambiato le nostre vite, il ruolo della casalinga ha assunto sfaccettature sempre più di grande responsabilità e pressione psicologica. una 'professione' che regala soddisfazioni si, ma sotto forma di benessere della famiglia, che non sempre pare apprezzare fino in fondo il grande lavoro che c'è dietro. e così, tra una faccenda e l'altra, si fa sera e quando finalmente arriva il momento del relax ecco arrivare finalmente le tanto attese parole gratificanti: "sarai mica stanca, non hai fatto niente tutto il giorno'!

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