Ammessi tema Portfolio

 

Andrea Conti

Menu

Il cibo è arte. quante volte si sente dire questa frase? negli ultimi anni il cibo è considerato sempre più una forma d’arte, dalla continua ricerca di accostamento di sapori, ai modi più artistici di presentare l’impiattamento. ma se il cibo diventasse effettivamente arte? “menu” è una serie di fotografie dove viene proposta una cena degustazione di dieci portate basate sulla tradizione toscana, in cui ogni piatto si ispira ad un quadro, scelto tra le opere di alcuni degli artisti più importanti della storia. il progetto vuole, tramite l’accostamento ai quadri, ricondurre l’occhio dello spettatore all’arte, innalzando il lato artistico dei piatti ed estrapolandolo dal concetto assoluto di “semplice” cibo. 

Daniele Zampieri

Luce di servizio

Questo è un reportage fotografico all'interno di alcune aziende del settore del mobile nel pordenonese. con questa serie di immagini volevo cogliere le atmosfere che si vanno a creare dopo l'orario di lavoro proprio grazie alle luci di servizio poste sparse per l'intera area produttiva. oltre ai forti contrasti di luce ed ombra, volevo rappresentare anche la calma e la quiete in luoghi che durante il giorno sono un tripudio di rumori assordanti, che durante la notte si placano, e lasciano spazio solo a dei leggeri sfiati dovuti a delle perdite d'aria sull'impianto d'aria compressa, come se ora la fabbrica stesse riposando dopo una dura giornata di lavoro. proiettando, poi, il nostro pensiero al fatto che ora queste situazioni di quiete si presentano anche durante il giorno, causa il fallimento di molte aziende, che dal 2008 ha visto il distretto del mobile pordenonese dimezzarsi della metà, passando da 14.000 a poco più di 7.000 addetti.

Filippo Venturi

Pandemia

L'italia, primo paese occidentale ad affrontare la pandemia di covid-19, ha dovuto implementare nuove soluzioni, per evitare che il sistema sanitario venisse messo in ginocchio. le usca (unità speciali di continuità assistenziale) sono squadre di medici addetti all’assistenza domiciliare dei malati di covid-19. hanno la responsabilità di valutare, in base ai sintomi e allo stato di salute dei malati, chi deve essere ricoverato, evitando così la saturazione dei pronto soccorsi e degli ospedali. i membri delle usca sono giovanissimi: a causa della carenza di personale, da marzo 2020 è stata semplificata l'assunzione di neolaureati in medicina, abolendo l’esame di stato per l’abilitazione alla professione medica. in emilia romagna, a fine 2020, le usca erano composte da 420 persone con una età media di 33 anni. le fotografie sono leggermente sfocate a causa della plastica trasparente con cui ho dovuto coprire la macchina fotografica per evitarne la contaminazione.

Jean-claude Chincheré

Miserere

Ho realizzato questa storia nell’ospedale francese saint-louis di aleppo, in siria. il focus è sulle suore che ci lavorano da qualche decennio, in particolare quelle da me incontrate da circa 40/50 anni. vengono prevalentemente da libano, canada, francia e una dall’italia. proprio la suora italiana crea opere d’arte e oggetti decorativi con munizioni e pezzi di bombe cadute in questi anni di conflitto sull’ospedale e nei pressi di quest’ultimo. durante la guerra nessuna di loro ha abbandonato il proprio lavoro e come si può immaginare hanno assistito alle scene più atroci e terribili. un viaggio ideale che ci conduce in una tipica giornata di ordinaria follia di queste donne straordinarie. .

Luciana Petti

Double skin

double skin - luciana petti chiedi a una drag queen cosa significhi essere una drag queen e la risposta sarà quasi sempre: “poter essere chiunque”. prima del novecento le drag erano una necessità per interpretare quei ruoli che, per la moralità del tempo, le donne non avrebbero potuto interpretare. oggi sono le maschere dei pregi e dei difetti degli esseri umani. sono lo specchio di una società che cambia e si trasforma con la stessa velocità di un cambio d’abito, giocando con gli stereotipi e con i pregiudizi fino a renderli ironicamente inoffensivi. le drag sono la dimostrazione che ognuno di noi può trovare la libertà di essere veramente chiunque e cambiare la propria pelle. e una libertà del genere si sa, fa paura.

Marco Zurla

Coca cola, nonostante tutto

Marina Busoni

Gesti quotidiani di solitudine

La giornata è lunga e triste quando si è soli, è fatta di gesti ripetuti giorno dopo giorno. la mattina la sveglia alle 7, medicine e caffè. un velo di rossetto per uscire a comprare al mercato, un pasto semplice e poi ago e filo per un orlo da ricucire. una lettura al quotidiano, che essendo all'inizio del febbraio 2020 faceva l'ingresso anche in italia. una preghiera davanti ad una piccola candela in parrocchia; una foto sempre sul comodino di un amore durato 50 anni; poi due becchi per tenere a posto i capelli ed i ricordi tornano alla mente a sera coricandosi. la giornata è terminata, domani è un altro giorno.

Massimo Zanotti

L ombra di una luce

Ci siamo ritrovati anche noi al buio, costretti a riorganizzare tutto,cambiare programmi abitudini e vita, per noi genitori e come fossi nato due volte. la strada e ancora lunga ma un giorno le tue mani protese vedranno la luce.

Mauro Liggi

Vita panika

Vita panika il circo paniko è uno dei primi circhi contemporanei italiano: non ci sono animali da domare, scimmie ammaestrate, cavalli da far stare in piedi, leoni in gabbia. c’è l’essere umano, esposto, riconoscibile, vero. un circo teatro viaggiante, in cui attori, acrobati, musicisti creano un’atmosfera magica, romantica, decadente, in bianco e nero, felliniana. un filo invisibile separa la vita dalla scena, in cui l’autenticità dell’artista è la vera essenza della sua arte.

Mirco Fiorini

Forte urbano - l'ergastolo bianco

Forte urbano è un progetto fotografico iniziato a gennaio 2019 presso la casa circondariale di castelfranco emilia; forte urbano è l’antico nome della struttura. castelfranco costituisce una della quattro case lavoro a livello nazionale, trattasi di una struttura alla quale sono destinate, dopo aver scontato la pena di reclusione, persone considerate abitualmente, per professione o per tendenza portati alla delinquenza. ufficialmente non scontano una pena detentiva, perché hanno già pagato il loro conto con la giustizia.. l'internato è senza famiglia, senza un lavoro, senza legami affettivi esterni e ciò non consente di sciogliere positivamente la prognosi di pericolosità sociale; e poiché in molti casi si tratta di soggetti che non hanno nessuno che si curi di loro la vergogna rimane ben nascosta. il rischio è di scontare una lunghissima pena nonostante abbiano già fatto i conti con la giustizia, questa particolare condizione viene detta “ergastolo bianco”.

Nazzareno Berton

Expo 2015

Rosanna Papalini

Base ale

Base ale tarquinia lido. dagli anni ’70 agli anni ’90 i dipendenti dell’aviazione dell’esercito potevano usufruire di uno stabilimento militare con campeggio e servizi balneari sul litorale di tarquinia. ora rimangono solo strutture fatiscenti abbandonate all’incuria del tempo e a deprecabili atti di vandalismo. era un luogo di vacanza in piena libertà. una grande famiglia. ho vissuto quegli anni e, come tutti gli altri che hanno passato lì vacanze indimenticabili, provo una grande tristezza nel vedere tanto abbandono e degrado. avventurandomi tra quelle rovine, ho risentito i suoni della vita che vi ferveva: juke box a tutto volume, il battere della pallina del ping-pong, il rumore di zoccoletti in corsa tra tende e roulottes. ho fotografato quelle rovine e, recuperando vecchie foto, ho realizzato un progetto per rendere omaggio al ricordo ed alla nostalgia di allora.

Salvatore Montemagno

Vite sospese

Stiamo vivendo tempi molto cupi, densi di angoscia…. di paura.....che ci arrivano attraverso gli schermi tv con gli aggiornamenti in tempo reale sulla pandemia e attraverso i vetri delle finestre con il suono straziante delle sirene che si ripetono e si rincorrono tutto il giorno. la pandemia ha stravolto ne nostre vite.....le ha sospese.....e chiusi in casa attendiamo di ricominciare a viverle. durante l’ultimo periodo in cui la mia regione è stata in zona rossa ho chiesto ad alcuni conoscenti che abitano vicino casa mia, di affacciarsi alle loro finestre mentre io passavo davanti alle loro case durante la mia mezz’ora autorizzata di attività motoria, perché volevo fotografarli. e’ venuta fuori una serie di ritratti di un’umanità che guarda fuori, impaurita, tesa…….ma che sembra scrutare il cielo in cerca di segni di speranza.

Stefano Stefanoni

Still (il corpo in pausa)

Still - pausa; è la sensazione di vivere in pausa con l'anima (tempo sospeso dettato dall'attuale situazione di distanza sociale) e con il corpo, necessariamente in pausa fisiologica (menopausa) di una donna cinquantenne.

Vincenzo Bianco

Quotidianita sospesa

All'inizio dell'emergenza sanitaria più importante della nostra epoca siamo stati 0bbligati ad innumerevoli limitazioni oltre a stare in casa. ci siamo ritrovati ad occupare uno spazio vuoto al quale non eravamo abituati e lo abbiamo dovuto riempire: riorganizzando il nostro tempo, riscoprire le nostre abitudini, ritrovare i nostri riti, riappropriarsi della nostra intimità. vivere un tempo sospeso deturpato dalla quotidiana notizia drammaticamente triste.

© Copyright 2010-2023 - Fotoclub Follonica BFI - Privacy policy - Cookie policy